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S-Memorandum - La memoria di un pesce rosso


Ed ecco a voi la creazione del giorno: mega chignon! 😻💇💪💕


haveacrushonyou 👏👍
Guarda questo l’ho finito ma quando ne inizio un altro ti cerco u_u


Livin la vida loca 💃

Per quanto mi riguarda, se non ti metti in gioco è perché non hai voglia di giocare.


3 noteReblog
Tagged as: Mo basta,


"Sei triste come uno che mangia un piatto di brodo pronto mentre tutti intorno a lui mangiano lasagne"

Me


Billy Idol - Dancing With Myself

Oggi va così.


  • Io: Fernandello come mai oggi sei così poco loquace?
  • Fernandello: loquace? Che significa? È qualcosa che ha a che fare con le lucertole? No perché a me fa proprio pensare alle lucertole.
  • Io: ..... Era meglio quando non parlavi.

immanuelo:

scacciamoiricordi:

nonsorridermipiutiprego:

bloodontheskin:

fasialterne:

Mi presento.

Ciao, sono io

eccomi ahah

Ahahah

pesciolinorosso vero??

Ahahahahahahahah mi dichiaro colpevole Vostro Onore.


"Ecco io, quando penso a Tolstoj, mi viene sempre in mente una cosa che ha scritto nel 1884, quando aveva cinquantasei anni, e aveva già avuto tredici figli, e aveva già scritto Guerra e Pace, e Anna Karenina, e ha scritto: «Se c’è qualcuno che dirige le cose della vita, vorrei rimproverarlo. È troppo difficile e spietata». Ecco, a me sembra che Tolstoj, che era ricco, e famoso, e bravissimo, e che avrebbe dovuto esser contento, non era mai contento, e mi vien da pensare che noi, che siamo meno ricchi, di Tolstoj, e meno famosi, di lui, e infinitamente meno bravi, se volessimo far delle cose sensate probabilmente dovremmo cominciare a essere un po’ più malcontenti, mi vien da pensare, senza spingere però questo malcontento a rinunciare a fare le cose, perché era sempre lui, Tolstoj, che, nel 1884, in un libretto che si chiama Che fare scrive (nella traduzione di Luisa Capo): «Dicono: l’attività dell’uomo è una goccia nel mare. Una goccia nel mare!"

Paolo Nori (via pensierispettinati)


"Ecco io, quando penso a Tolstoj, mi viene sempre in mente una cosa che ha scritto nel 1884, quando aveva cinquantasei anni, e aveva già avuto tredici figli, e aveva già scritto Guerra e Pace, e Anna Karenina, e ha scritto: «Se c’è qualcuno che dirige le cose della vita, vorrei rimproverarlo. È troppo difficile e spietata». Ecco, a me sembra che Tolstoj, che era ricco, e famoso, e bravissimo, e che avrebbe dovuto esser contento, non era mai contento, e mi vien da pensare che noi, che siamo meno ricchi, di Tolstoj, e meno famosi, di lui, e infinitamente meno bravi, se volessimo far delle cose sensate probabilmente dovremmo cominciare a essere un po’ più malcontenti, mi vien da pensare, senza spingere però questo malcontento a rinunciare a fare le cose, perché era sempre lui, Tolstoj, che, nel 1884, in un libretto che si chiama Che fare scrive (nella traduzione di Luisa Capo): «Dicono: l’attività dell’uomo è una goccia nel mare. Una goccia nel mare!"

Paolo Nori (via pensierispettinati)



Credevo fosse amore invece era gastrite.





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